Gli errori più diffusi nei primi anni di lavoro
Il primo stipendio stabile porta con sé un senso di libertà che, senza una minima pianificazione, può trasformarsi rapidamente in abitudini difficili da correggere in seguito. Ecco i cinque errori che la nostra redazione osserva più di frequente tra i lavoratori under 30.
- Acquistare un'auto costosa a rate. Finanziare un veicolo che assorbe il 20-30% dello stipendio mensile riduce drasticamente la capacità di risparmio per anni, per un bene che perde valore nel tempo.
- Non attivare la previdenza complementare. Molti giovani rimandano l'iscrizione a un fondo pensione perché la pensione sembra un problema lontano, perdendo però anni preziosi di contribuzione e di eventuale contributo del datore di lavoro.
- Vivere senza un fondo di emergenza. Senza una riserva liquida, un imprevisto anche modesto costringe spesso a ricorrere a carte di credito revolving o piccoli prestiti a tassi elevati.
- Accumulare debiti di consumo a tasso alto. Carte revolving, finanziamenti per smartphone o elettronica e piccoli prestiti personali con TAEG elevati possono erodere silenziosamente il potere d'acquisto mensile.
- Non negoziare mai lo stipendio. Molti giovani accettano la prima offerta ricevuta senza informarsi sugli standard di mercato per il proprio ruolo, perdendo potenzialmente migliaia di euro l'anno per l'intera carriera.
Come evitarli in pratica
La buona notizia è che nessuno di questi errori richiede soluzioni complesse. Rimandare l'acquisto di un'auto nuova, informarsi sui fondi pensione offerti dal proprio settore, costituire gradualmente un fondo di emergenza ed evitare i finanziamenti al consumo con TAEG a doppia cifra sono scelte alla portata di chiunque, a patto di dedicare qualche ora alla pianificazione del proprio bilancio nei primi mesi di lavoro.
Il fattore tempo gioca a favore di chi inizia presto: correggere queste abitudini a 25 anni ha un impatto sul patrimonio finale molto più marcato rispetto a farlo a 40, semplicemente per effetto dell'interesse composto e degli anni di contribuzione previdenziale accumulati.